Fiocchi azzurri e fiocchi rosa, pensati, acquistati o costruiti con fantasia, grandi o piccoli… fiocchi con un nome. Un nome nuovo per la mamma e il papà che lo pronunciano. Un nome che fa eco nella casa, trasformata per accogliere qualcuno che prima non c’era: un bimbo, una mamma e un papà! Tutti nuovi di zecca!

Eh si! Perchè le mamme e i papà nascono quando i bimbi arrivano, non prima.

E crescono insieme ai bimbi che crescono, non prima.

I fiocchi servono. Parlano. Fanno sapere che in quella casa è in corso una grande avventura.

Fanno sapere che in quella casa si dormirà un po’ meno, si piangerà e riderà con una intensità maggiore, nuova, finora sconosciuta.

I fiocchi richiamano attenzione, richiamano parenti, anni fa richiamavano anche sostegno: “Cosa ti cucino?”

“Ti porto via le cose da lavare?” “Riposa col piccolo che riassetto io la casa!”

In alcuni paesi è presente lo “Staff della nascita”, una vera e propria organizzazione familiare in cui tutti sanno cosa devono fare per facilitare il cambiamento in atto, per supportare il papà che sostiene la mamma che accoglie e conosce il suo bambino.

Sostegno pratico e rinforzo emotivo…credo la chiave dell’autonomia genitoriale…non facile ma possibile.

Le ostetriche si intrufolano tra i fiocchi, nelle visite domiciliari a casa dopo il parto, che  sono il simbolo che la casa è proprio questa! Che dentro c’è una mamma appena nata che, a volte, ha bisogno di conferme: “Mangia a sufficienza?” “il latte quando arriva?” “Non dorme mai…è normale?” “Se lo tengo troppo in braccio dici che si abitua”?

La mia risposta preferita a questa domanda è che per un bimbo cullato nella pancia della mamma per 9 mesi, stare in braccio è già un posto molto lontano… e guarda caso è proprio in braccio che la maggior parte delle mamme sente di doverlo tenere…tra il cuore e la pancia…così stanno meglio anche loro, le mamme intendo.

Le ostetriche si intrufolano nei discorsi, quando le mamme si incontrano nei gruppi dopo parto e parlano e si ascoltano. Si confrontano, non fanno confronti. Si nutrono a vicenda, a volte basta un caffè insieme. Si consolano, condividono strategie, fanno gruppo…lo staff della nascita un po’ meno organizzato, ma comunque efficace.

Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei ” (T. Roosevelt)

(ostetrica Maddalena Romano)