Essere fedeli a se stessi conduce all’armonia.

La vera vittoria nel corso dell’esistenza è quando si è capaci di affermare se stessi per come si è.

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È importante comprendere come il cammino dell’uomo inizi da una condizione di totale immaturità che dovrebbe, nel corso della crescita, giungere allo stadio della piena maturità. Vivere senza punti di riferimento, in uno stato confusionario o in miraggi colmi d’illusione, è probabilmente la condizione più frequente in cui l’essere umano si  trova nel corso della sua esistenza.

Ecco perché è importante mettere in evidenza quali sono le caratteristiche di una persona sana, matura e in armonia con se stessa. Quando veniamo al mondo siamo tutti dotati di potenzialità e di limiti. Il compito dell’educazione è di favorire l’emergere del “vero Sé” (Donald Winnicott), affinché la crescita sia coerente con la vera natura della propria identità. Ogni fattore che genera interferenze rispetto a tale compito, provoca un blocco del naturale movimento verso la piena attualizzazione delle proprie aspirazioni più profonde.

Se, ad esempio, l’ambiente familiare è troppo rigido, ansioso, depresso o abitato da persone segnate da gravi traumi psichici, l’atmosfera che un bambino respira sarà inquinata da tali fattori. Quando viene a mancare lo spazio dell’intimità psicoaffettiva e dell’ascolto empatico un bambino non può entrare in contatto con se stesso, con la zona dell’intimo sentire e questo può generare un progressivo senso d’alienazione e stordimento. Scegliere di divenire fedeli a se stessi, di tracciare la propria rotta esistenziale nel riconoscimento della propria unicità è un compito impegnativo, soprattutto se questo avviene in ambienti poco propensi a favorire l’autentica rivelazione della propria persona.

La vera vittoria nel corso dell’esistenza è quando si è capaci di affermare se stessi per come si è e non per come gli altri vorremmo che fossimo. Questo implica il saper superare il naturale primordiale desiderio di essere accettati, approvati e riconosciuti da genitori, parenti, insegnanti e coetanei. L’essere se stessi e coltivare il valore dell’espressione autentica, senza maschere, finzioni o falsa accondiscendenza al pensiero o volere altrui, comporta il rischio di essere emarginati, affettivamente respinti o socialmente etichettati come “diversi”. Ma non c’è peggior sventura che vedere se stessi attraverso degli specchi deformanti che restituiscono un’immagine artefatta e, soprattutto, non realistica di noi. Siamo nati per realizzare i nostri desideri, per esprimere la bellezza in noi presente e per superare con la forza delle risorse interne le inevitabili turbolenze della vita. Gustare una serenità profonda vale molto di più di momentanei stati d’ebrezza emozionale ed essere fedeli a se stessi è la via da seguire per arrivare a tale stato di quiete e armonia.