Per un genitore parlare di sessualità con il proprio figlio è fondamentale, ma difficile.

Noi genitori NON ABBIAMO APPRESO: i nostri genitori non hanno affrontato con noi l’argomento della crescita sessuale e dei cambiamenti (salvo in rari casi): non ci è capitato di sederci e parlarne, non ci è capitato di chiedere e di ascoltare i loro racconti, non ci è capitato di prendere come spunto un libro o un film e di capire fino in fondo con i nostri genitori cosa stava accadendo: ma soprattutto non ci è stato trasmesso che fra gli aspetti che ci caratterizzano c’è la sessualità ed è importantissimo parlarne per la crescita di ciascuno;

  • Noi genitori di adolescenti NON ABBIAMO ACQUISITO UN LINGUAGGIO con cui affrontare i temi legati alla sessualità: ci troviamo a vivere in un contesto di apertura rispetto a questi temi, ma ci mancano le parole: non sappiamo parlare di sesso: effettivamente quando ci capita di sentirne parlare seriamente? Abbiamo pensato spesso che fosse qualcosa di cui non si poteva parlare o su cui si fanno battute o per il quale si pensa a qualcosa di sporco;
  • Noi genitori di adolescenti PROVIAMO IMBARAZZO: ma sapete una cosa? Non siamo solo noi a provare imbarazzo, anche i nostri figli lo provano: se impariamo a dichiararlo ci aiutiamo ad affrontarlo e anche a sorriderne.

Dunque?

Innanzitutto è una questione di MOMENTI

Generalmente pochi genitori cercano il momento giusto per affrontare un argomento così delicato e, se lo cercano, riescono a trovarlo con fatica: il rischio è spesso quello di delegare ad altri il compito di rispondere alle curiosità; inoltre se il figlio è pronto per parlare di sessualità e curioso, il genitore potrebbe essere imbarazzato e preoccupato; viceversa, se il genitore ha voglia di affrontare questo tema e si sente tranquillo e rilassato, il figlio potrebbe non essere pronto o disponibile a parlarne con lui: la difficoltà maggiore sta nel cogliere l’occasione giusta nel rispetto di tempi e tappe di crescita.

  • Non abbiamo appreso…

Dobbiamo inventare un modo di parlare di sessualità e sperimentarci; non sappiamo mai quale possa essere lo spunto…SI PUÒ PARTIRE DA UNA LETTURA, DA UN FILM O DA UNA SERIE TV; possiamo sempre decidere di rimandare un discorso importante ad un altro momento…basta poi non dimenticarsi: se i nostri figli chiedono a noi, si aspettano una risposta proprio da noi. Le risposte “Chiedilo al papà/alla mamma”; “Non è il momento, ne parliamo più tardi” (senza poi riprendere il discorso) o il silenzio, rimandano che di quella cosa lì non si può parlare!

 

  • Non abbiamo un linguaggio…

DOBBIAMO FARE DELLE PROVE. Esercitarci con l’altra parte della coppia o con amici molto vicini ci aiuta a trovare le parole, a provarle e a scoprire se il nostro discorso si capisce! Provate, riprovate e riprovate ancora: usate parole semplici, farsi capire è difficilissimo.

 

Attenti a non diventare troppo esperti della fisiologia!

“… Dimmi come si fa a fare i bambini.”
“D’accordo, Jérémy. Siediti.” Si siede. Mi alzo. “Jérémy” A questo punto, il più subdolo di tutti i silenzi: l’imbarazzo pedagogico. Ho proceduto con cautela. Cominciando dall’inizio: gli ho parlato dei gameti maschili e femminili, delle cellule aploidi e diploidi, Dna (…), ovulazione, flaccidezza, corpo cavernoso, vestibolo, trombe di Falloppio e cono di attrazione. Cominciavo francamente ad ammirarmi quando Jérémy è balzato in piedi (…) Negli occhi gli spuntavano lacrime di rabbia: “Non ti ho chiesto di farmi un corso di educazione sessuale (…), ti ho chiesto di dirmi come si fanno i bambini!”. La porta si è aperta ed è comparso il Piccolo: “I bambini? Io lo so, è facilissimo!”. Ha preso un foglio, la penna di Julie e ha teso il risultato a Jérémy: “Ecco, è così che si fa”.
(cit. da “Ultime notizie dalla famiglia”, D. Pennac)

 

  • Proviamo imbarazzo….

Nessuno dei nostri figli farà domande esplicite con tranquillità: talvolta butteranno lì delle frasi, altre volte faranno mezze battute, oppure provocheranno: noi siamo disponibili ad ascoltare, a dire il nostro parere, a non cercare di fare i genitori perfetti che danno spiegazioni erudite, ma siamo genitori pronti ad aprire una porta…saranno i nostri figli a scegliere di aprirla e quanto aprirla…D’altronde stanno diventando grandi!!

 

Dunque alla fine?

  • rispondete sempre ad ogni dubbio e domanda: sappiamo bene che, se non rispondiamo, i nostri figli andranno a cercare una risposta da altre parti o non consigliamo di parlarne con altri: se hanno fatto una domanda a noi è perché ci hanno scelti
  • ascoltateli e riformulate a loro le richieste per capire se state andando nella direzione di quello che vogliono effettivamente sapere “Allora, se ho capito bene, mi stai chiedendo…”
  • i vostri valori e le vostre credenze personali si trasmettono attraverso il modo in cui parlate a loro.

Luisa Anni (pedagogista)